giovedì 22 luglio 2010

Arilla.capitolo1

Come promesso, comincierò da questa settimana a mettere online il mio libro! Potete guardare nella pagina “Arilla”!

venerdì 16 luglio 2010

Aggiornamento n° 5

Ciao a tutti,

al momento ho pubblicato su questo blog tre racconti e una favola ma, prima che io metta in pratica quello che voglio fare, è giusto spiegarvi che cosa metterò online in futuro!

Dalla prossima settimana in poi metterò su queste pagine il libro per bambini che ho scritto, un pezzo per volta. Non credo sia ancora pronto per provare a trovare un editore o un agente letterario, tuttavia voglio condividerlo con voi.

È stato il mio primo tentativo di scrivere in inglese, quindi sarà molto semplice e questo sarà vero anche, o forse soprattutto, per la traduzione in italiano. Per essere onesti, all’inizio doveva essere solo una favola, ma ho continuato a scrivere!

In effetti, più lo leggo mentre lo correggo più noto che è come se fosse una bozza ma senza possibilità di essere aggiustata. Lo voglio mettere sul blog, tuttavia, perché ci ho speso tanto tempo su quelle pagine e penso che sia giusto nei confronti di me stessa mostrarvi i miei primi sforzi. Se volessi aggiustarlo, dovrei fare come Stevenson il giorno in cui sua moglie Fanny gli disse che “Dottor Jekyll e Mr. Hyde” necessitava di correzioni: ritornò nella sua stanza e buttò il manoscritto nel camino! La versione che potete leggere ai giorni nostri è qualcosa di totalmente diverso!

Questo libro è ambientato in un mondo fantastico per bambini che sto creando e che ho chiamato Sonrisa. Lo adoro! Ho un progetto enorme in testa e più scrivo, più idee mi vengono in mente. Penso che questa sia una buona cosa ma anche che mi ci vorrà un sacco di tempo specialmente se continuerò a lavorare full time! Ma non mi arrenderò perché ho una buona sensazione a riguardo.

Mi ricordo che quando mi sono laureata, l’entusiasmo per la ricerca e la scrittura erano ai più alti livelli! Ma avevo limiti di tempo e di lunghezza! Al momento mi sento esattamente allo stesso modo ma non ho il benché minimo limite! È una cosa magnifica!

Beh, Oisin, l’insegnante del corso di cui vi ho parlato, mi ha detto che ho un progetto ambizioso ma non l’ho presa come una critica, principalmente perché non suonava come tale! E invece che sentirmi abbattuta (di solito lo sono per altre cose!) mi sento più forte e più determinata, infatti, ci penso ancora di più!

La mia testa gira piena di idee e le mie mani si muovono da sole!

La seconda cosa che vedrete prossimamente sarà una specie di rivista che sto creando per Sonrisa. Spero di poter far sì che il mio mondo di carta prenda più volume. Vi troverete delle notizie, pubblicità e cose simpatiche riguardo al mio mondo.

Questi due elementi cambieranno le pagine in cima al blog. Eliminerò “Cucina, musica e così via!” e “La fabbrica dei mostri” per metterci “Arilla”, che è il titolo del mio libro e “Sonrisa” che è il nome del mio mondo e dove metterò il giornale quando sarà pronto.

Beh penso sia tutto per ora.

A presto!

giovedì 8 luglio 2010

L'ornamento dorato-racconto

Questa settimana pubblicherò di nuovo nella pagina “Racconti”.

Questo è il secondo racconto che ho scritto per il corso che avevo fatto nel Kerry. È il compito che ci aveva dato da fare a casa ed è ispirato a “Il cappotto” di Gogol.

Ho deciso di ambientarlo in Giappone perché, primo, amo il Giappone e, secondo, perché la parte della storia di Gogol che mi aveva impressionato di più era il finale sovrannaturale e ho pensato che questo tema si addicesse perfettamente a Kyoto.

giovedì 1 luglio 2010

Aggiornamento n° 4

Ciao a tutti,

dopo due pezzi di prosa vi dirò qualcosa di diverso nuovamente! Ma non vi preoccupate, nelle prossime settimane avrete un sacco di cose scritte da me su queste pagine, quindi non disperate!

Poche settimane fa stavo facendo colazione con il mio compagno e stavo parlando della scrittura. Lui mi diceva “No, no, non diventare una gobba depressa e tetra!” e gli ho assicurato che non tutti finiscono come Leopardi.

“Ah, e non diventare matta e dandy!” e gli ho assicurato che non tutti finiscono come D’Annunzio.

La domanda successiva era “Sei sicura che vuoi scrivere? Non voglio che diventi una matta!” e io ho risposto che sì, voglio scrivere e diventare una scrittrice a tempo pieno ma che per il problema della pazzia era già troppo tardi!

Lo stesso giorno stavo dando un’occhiata a un social network di scrittura. Nel forum c’era un post dove venivano dette alcune abitudini riguardo il metodo di scrittura di scrittori famosi.

Ho pensato quindi di scrivere questo post per dirvi quale sia il mio metodo.

Ad essere sinceri non ne ho uno particolare ma penso che la mia perseveranza e i miei sforzi debbano essere premiati almeno dicendo che cosa faccio ogni giorno.

Di solito non penso di fare qualcosa di speciale veramente ma i miei amici e il mio compagno pensano di sì. Per questo motivo lo scriverò e vi chiedo di dirmi che cosa ne pensate.

Al momento non sono una scrittrice a tempo pieno, non sono neanche una scrittrice part-time…sono più una scrittrice del tipo “Scrivo quando riesco a trovare il tempo”.

Ho il mio lavoro giornaliero in una attrazione turistica e ho il mio lavoro serale, come tutte le donne, con il mio compagno, la mia casa e la cena!

I momenti rimanenti per scrivere sono la pausa pranzo, un’ora la sera (quando non sono distrutta dopo la giornata di lavoro!) e i giorni liberi. Per darvi un’idea ho scritto la bozza di questo post nella sala d’aspetto dal dottore!

Quello di cui sono certa è che questa volta non voglio né arrendermi né fermarmi! Sarebbe solo colpa mia e non potrei mai perdonarmi se lo facessi!

Si dice che si nasce soli e che si muore soli. Effettivamente è vero anche che essere scrittori significa essere da soli! Anche se hai amici e ti piace stare con loro, non importa! Quando sei seduta alla scrivania, sei sola!

Come vi dicevo, non ho molto tempo per scrivere, così i pochi minuti che ho per la mia pausa pranzo sono passati a scrivere, leggere, correggere e così via!

Questo vuol dire che non sto andando più in mensa con i miei colleghi, così sto annullando una delle poche occasioni per rendermi un po’ meno asociale agli occhi delle persone con cui lavoro! Ma va bene così, questo è il mio sogno e il sacrificio ne vale la pena. Di solito scrivo 30 minuti mentre mangio, per questo la mia produzione non è così vasta!

Quando torno a casa e durante i giorni liberi, se non collasso per la stanchezza, continuo a scrivere. Beh non per tutto il tempo, dal momento che il mio compagno merita un poco di spazio.

Un’altra nicchia che sto riuscendo a ritagliarmi ultimamente è la mattina. Il mio compagno ci mette dalla mezz’ora all’ora per svegliarsi. Ho realizzato che sacrificando pochi dei miei neuroni posso scrivere una buona mezz’ora mentre preparo la colazione, che comunque richiede solo pochi minuti. È così che sto scrivendo il mio nuovo libro. Ciò pare funzionare per qualche strana ragione perché ho già scritto una decina di pagine in pochi giorni. Quindi penso che continuerò così!

Sfortunatamente o fortunatamente, dipende dai punti di vista, sono il tipo di persona che vuole fare un sacco di cose tutte assieme. Sono delusa dalla realtà che dice che non si può fare, ma continuo nonostante tutto a provare.

Quello che è sicuro è che la scrittura e il mio compagno sono le mie priorità e cercherò di fare del mio meglio per mantenere tutte e due!!!!

Incrociate le dita per me!

A presto!

venerdì 25 giugno 2010

Il magico fiocco di neve-Favola

Ciao a tutti,

questa settimana pubblico “Il magico fiocco di neve” nella pagina “Racconti”. È una favola che ho scritto questo inverno aprendo il bar in cui lavoro. E indovinate? Stava nevicando e questo mi ha dato l’idea.

Ditemi che ne pensate!

venerdì 18 giugno 2010

Marian e Grace- racconto

Il post di questa settimana l’ho pubblicato in Racconti. Ho inviato Marian e Grace a Listowel prima di fare il corso di cui vi ho parlato la settimana scorsa, dal momento che mi avevano chiesto un saggio della mia scrittura in anticipo.

E’ oramai molto che ho questa idea e magari, chi lo sa, la potrei sviluppare in un romanzo!

Se avete dei commenti o suggerimenti per favore scriveteli qui sotto! Buona lettura!

venerdì 11 giugno 2010

Aggiornamento n° 3

Durante la scorsa settimana sono stata a Listowel, Co. Kerry, in occasione della Listowel Writer’s Week, che è una manifestazione culturale inerente alla scrittura che si tiene a giugno. Questo è il motivo per cui non ho postato nulla sul blog, ma spiega anche perché ho questo pezzo e due racconti che metterò online durante le prossime due settimane.

Sono successe così tante cose nei gironi scorsi che ho dovuto leggere gli appunti annotati sul mio quaderno per scrivere questo post! E considerato che, con l’eccezione del walking tour, non sono stata a nessuno degli eventi, semplicemente perché sono troppo ignorante per conoscere tutti gli autori che presentavano i loro libri durante il festival, lascio immaginare a voi quanto siano stati intensi questi tre giorni. Ma non m’importa perché ho scoperto che c’è sempre tempo per imparare le cose e anche che c’è sempre modo di migliorarsi. Ho incontrato persone avanti con gli anni, che vanno qua e là senza smettere di agire, imparare o vivere. Prendete per esempio Mary, è una meravigliosa donna di X anni (non sta bene dire l’età di una signora, ma diciamo che è molto al di sopra dei 50!) che era al workshop nel tentativo di fare qualcosa di nuovo, vivere la sua seconda vita con il suo nuovo compagno, dirigendo un’attività in un paese straniero. Credetemi, ho sempre pensato che a quell’età la sola cosa avventurosa possibile fosse viaggiare per il mondo e questo è quanto per la mia personale esperienza. E lei non era l’unica che ho incontrato che vive questa vita magnifica! Spero di essere così a quell’età, davvero!

Quello su cui mi voglio concentrare in questo pezzo tuttavia sono i sentimenti meravigliosi e confusi che ho provato negli scorsi sette giorni!

La prima lezione è sempre una novità, incontri la tua insegnate e le persone con le quali trascorrerai i giorni o le settimane del corso. Quello a cui mi ero iscritta era un corso di tre giorni sui racconti tenuto da Éilís Ní Dhuibhne che, attraverso l’analisi di racconti, ci ha insegnato a scriverli in modo corretto. O per lo meno la lista di ciò che non devo fare adesso è molto più lunga!!! Proprio all’inizio mi sono sentita sopraffatta dall’atmosfera, quindici persone da conoscere, alcuni di loro già autori pubblicati. (Che tra parentesi dimostra che non si finisce mai di imparare! Cosa che trovo assolutamente magnifica!). Ovviamente tutti erano madrelingua inglese (cosa per la quale ero la sola ad essere preoccupata, davvero!) e alcuni di loro erano veterani della Writer’s Week. Ricordo di essermi guardata intorno e essermi chiesta “Francesca, ma che diavolo ci fai qui?”. Ma devo essere sincera, questa sensazione fastidiosa non è durata molto! Erano uno più simpatico dell’altro e mi sono divertita molto con loro. Ne ho incontrato qualcuno anche al di fuori del corso e ho ottenuto qualche nuovo contatto. Sono molto contenta per questo. Devo anche ammettere che ho avuto il coraggio di parlare e chiedere il contatto telefonico a persone che ammiro e che ho pensato immediatamente fossero simpatiche invece di stare nel mio angolo e pensare a quanto sarebbe stato bello fare conoscenza! È anche vero che in Irlanda è molto facile farsi degli amici o per lo meno conoscere nuove persone. Forse quello che sto imparando è essere più coraggiosa nelle relazioni sociali e che quando voglio una cosa, è giusto che io vada lì e la faccia invece che stare nell’angolo a sperare!

Ho trovato il metodo “imparare tramite la lettura” molto interessante. Questo è forse ciò che dovremmo fare tutti quando leggiamo. Non vorrei sembrare ovvia ma forse è per questo che ci dicono sempre che dobbiamo leggere molto di più di quanto scriviamo. Penso di dover migliorare la tecnica ad ogni modo, di solito sono tanto assorbita da quello che leggo, che è abbastanza difficile mantenere la concentrazione sul punto di vista tecnico.

Il primo giorno Éilís ci ha anche assegnato dei compiti e ho scritto un racconto stando in piedi fino all’una di notte. Ne è valsa la pena però, perché ho ricevuto un responso positivo. Lo potrete leggere su questo blog tra un paio di settimane. Sono così felice, soprattutto perché questo vuol dire che non sono poi così male. Nonostante tutto richiede alcune correzioni. Effettivamente credo di averlo già detto, e questa esperienza non ha cambiato i fatti, la parte più difficile del corso è leggere ogni volta che si produce qualcosa senza il tempo di poterlo correggere e revisionare. Mi sento un po’ meglio nel sapere che non sono l’unica a sentirmi così, quindi non è connesso con il fatto che sono madrelingua italiana, o non solo per lo meno, ma anche con il carattere in sé. Se solo avessi più fiducia in me stessa dopo questi workshop, sarebbe grande.

Mi sono sentita triste quando il corso è finito. È stata una bella esperienza ed è stato anche così divertente che avrei voluto durasse di più. Mi ha insegnato molto ma anche che devo imparare ancora di più.

Il venerdì il mio ragazzo mi ha raggiunto e abbiamo passato il fine settimana assieme ma quello a cui penso con nostalgia sono i due giorni spesi interamente da sola, semplicemente perché ho passato l’intera giornata facendo ciò che amo di più, scrivere e leggere. Ho avuto la soddisfacente e consolante sensazione che stavo facendo qualcosa per me, qualcosa di cui sono orgogliosa. Spero che prima o poi diventerò una scrittrice a tempo pieno e che passerò la mia giornata come facevano gli scrittori del passato. Sono un po’ romantica, lo so, ma mi auguro questo.

A presto!